Cara Ale, grazie per aver condiviso questa tua esperienza.
Lavorare con la propria voce critica richiede umiltà e pazienza e la comprensione che anche questa voce ha una funzione: quella di proteggerci. Il problema sorge nel tono e nella mancanza di gentilezza e quando la critica non è più radicata nella saggezza e nel discernimento, ma riguarda ogni nostra scelta (dunque critica tutto e il contrario di tutto).
La voce a cui fai riferimento assomiglia di più alla voce di un genitore interiore normativo, che con saggezza ti indica una direzione e ti mette in guardia. Non ascoltarla lascia poi spazio alla voce critica che commenta e giudica le conseguenze: è questa voce che va ammorbidita e ingentilita.
Stai facendo un ottimo lavoro di auto-osservazione, brava!
